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Venuto al mondo

Leggere Venuto al mondo è come rinascere una seconda volta.

Ho impiegato molto tempo a scrivere questo articolo: erano mesi che volevo farlo e giorni che cercavo il momento giusto. Chi mi conosce sa che scrivo continuamente d’amore ma parlarne è un’altra cosa e questa mi risulta davvero, davvero difficile. Vi starete chiedendo il motivo della mia ultima frase. Ebbene, “Venuto al mondo” è amore e, per questo, trovare le giuste parole non è facile.


Nato dalla penna della scrittrice italo-irlandese Margaret Mazzantini, il romanzo – portato al cinema nel 2012 dal marito Sergio Castellito – non è una lettura facile. Pagina dopo pagina, ti costringe a fare i conti con te stesso, con la tua esistenza. Ogni personaggio, ogni rapporto, luogo e situazione accuratamente descritti con bravura e passione dall’autrice, continueranno ad inseguirti, ad insinuarsi in quei punti scoperti che il romanzo ha scavato dentro di te.

La città di Sarajevo e la guerra che ha messo in ginocchio quest’ultima fanno da sfondo alla storia di Gemma e Diego, la “bella donna” e “il ragazzo di Genova”, conosciuti in quella terra in un tempo in cui la vita sembrava ancora possibile; Gojko, l’amico, il cui ruolo resterà fondamentale nel corso dell’intero romanzo. E ancora Pietro, Aska, il padre di Gemma. Il tema della maternità, nudo e crudo: l’aborto, le difficoltà, un desiderio che non si spezza, le tante difficoltà per coronare quel sogno a cui ad altre donne arriva in modo naturale.

Un romanzo che è violenza ma al tempo stesso un inno alla vita.

Davvero consigliatissimo.

Nora

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