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Mia cara autostima, dove sei?

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Quello di cui voglio parlarvi oggi è un argomento di cui mi sta molto a cuore. All’apparenza sono una persona con cui è facile entrare in sintonia: dopo un paio di minuti insieme le persone pensano di avere un’idea ben chiara di quello che sono. La realtà è ben diversa: quello che loro intuiscono è solo una minima parte di quello che sento di essere veramente, diciamo un 10%. Questo perché soffro di una mancanza di autostima così grande ed invalidante da rendere difficile persino a me capire chi sono realmente. Definirmi e riconoscere quali sono i miei pregi e le mie qualità è un’impresa in cui ho provato ad avventurarmi infinite volte, senza mai davvero riuscirci.
Vediamone di più insieme.

Nel corso della vita avrete sentito spesso persone a voi care pronunciare la fatidica frase: “Credere in me stessa? Quando mai” oppure “Se sono sicura di me? Questa sì, che è bella”. Non metto in dubbio che queste donne e uomini non siano pienamente consapevoli delle loro capacità e spesso dubitino del loro operato o della loro bellezza – d’altronde, se c’è una cosa che ho imparato è che tutti, bene o male, hanno delle insicurezze -, ma quelle a cui mi riferisco io sono persone che convivono con un vero e proprio handicap, una mancanza così grande da togliere loro anni di vita, occasioni e obiettività. Ragazzi e ragazze – ma anche adulti ed io, ahimè, ne sono la prova – con una visione totalmente distorta del loro aspetto, della loro personalità e del loro potenziale. Persone che avrebbero potuto archiviare successi enormi, se solo avessero creduto in se stessi. Esiste qualcosa peggiore di un’occasione sprecata? Io non credo e, più passano gli anni, più questa sensazione si fa certezza.

Non le riconosci subito tra la folla: togliamoci dalla mente l’idea di persone a capo chino che trascinano i piedi con il cappuccio sulla testa. Sono colleghi, amici, familiari, persone che parlano e ridono come tutti gli altri, con la sola differenza che un vortice di pensieri impedisce loro di godersi veramente la festa, la cena o qualsiasi attività stiano vivendo.
Pensieri autodistruttivi, capaci di farti impazzire. Un esempio?

“Cosa staranno pensando di me gli altri?”, “Che opinione si sono fatti?”, “Sono il peggiore qui dentro”, “Nessuno mi noterà mai e forse è meglio così”, “Vorrei sparire”, “Perché sono tutti rilassati?”, “Devono considerarmi un vero idiota”, “Non mi sento di appartenere da nessuna parte”, “Sono fuoriluogo qui” e tantissime altre assurdità che impediscono di rilassarsi.

Riuscirò mai a combattere questo problema? Certo. Sarà facile? Niente affatto. Quel che è certo è che non esistono formule magiche o persone in grado di toglierti questa pesante zavorra dal cuore, se tu per primo non sei pronto a lavorare su te stesso. Come? Questo lo vedremo insieme, magari scambiandoci ottimi consigli proprio qui.

Ricordate una cosa: non siamo soli, solo non abbiamo il coraggio di ammetterlo, ma soprattutto preferiamo sembrare più stupidi e meno interessanti di quello che siamo.

Un abbraccio,
Nora

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